By Marco Alessandria on Sabato, 02 Dicembre 2017
Category: News

BOCCA E POSTURA: UNA REALTÀ O UNA MISTIFICAZIONE? Parte 2

Partendo sempre dall'osservazione delle modalità di accrescimento degli schemi occlusali del bambino emerge una curiosa coincidenza temporale tra estrusione dentale e acquisizione di schemi motori di base più complessi. La prima coincidenza si identifica con la concomitanza temporale (ai 6/8 mesi di vita) della prima forma di controllo antigravitario della colonna, cioè il mantenimento della stazione seduta in autonomia, e l'eruzione degli incisivi inferiori. In uno studio da me condotto in collaborazione con i pediatri, su 60 bambini nel periodo di vita sopra indicato (6/8 mesi), è emersa che la correlazione (positiva) tra mantenimento della stazione seduta in autonomia e l'eruzione degli incisivi inferiori, è buona (r: 0.4937) e fortemente significativa (p<0.0001). La seconda coincidenza temporale (ai 12 mesi di vita) si verifica con l'eruzione degli incisivi superiori, che è il periodo in cui il bambino comincia ad avere il controllo della statica eretta. Nello stesso studio sopra menzionato siamo andati a controllare anche la correlazione tra questi ultimi due aspetti, ma i dati non ci hanno dato ragione, indicando nessuna correlazione dipendente. All'analisi dei dati, mi sono accorto che la mancanza di correlazione significativa poteva essere causata dal fatto che ho indicato il mantenimento della statica eretta in autonomia cosa che, per molti bambini, non si raggiunge nel periodo dell'eruzione degli incisivi superiori, ma successivamente. In quel periodo c'è un mantenimento della statica eretta con aiuto, ma diventa un parametro difficilmente quantificabile. Per cui, l'ipotesi successiva (da verificare) è che, l'autonomia nel mantenimento della statica eretta, coincida con la chiusura del muro incisivo (cioè quando gli incisivi superiori "coprono" una parte degli incisivi inferiori).

In questa prospettiva è possibile e doveroso fare alcune considerazioni sul ruolo dell'organizzazione dei denti nell'ottica di un'omeostasi posturale: è possibile che gli incisivi svolgano un ruolo importante nel controllo delle antero-posteriorità dei sistemi posturali (infatti nelle disfunzioni occlusali in cui si "apre" il muro incisivo – vedi open bite anteriori e overjet – con un peggioramento del quadro legato alla presenza di una spinta linguale anteriore, si osserva costantemente una posizione del cranio proiettato verso l'avanti), la perdita dei contatti molari (come negli open bite laterali) si traduce in una conseguente perdita di verticalità di tutto il sistema con atteggiamenti di chiusura, aumento delle curve del rachide, piedi piatti e ginocchia in valgismo, orizzontalità dell'osso sacro, incremento delle forze compressive a livello discale, mentre nelle problematiche della guida canina osserviamo una discrepanza tra verticale del paziente e verticale ottimale sul piano frontale. 

La perdita di contatti fisiologici tra i denti, quindi, può interferire sulla stabilità del sistema fino al punto di evidenziare alterazioni della capacità di controllo del piede in stazione monopodalica e/o alterazione della loro morfologia. A proposito di quest'aspetto, si consideri un'altra curiosa coincidenza: lo sviluppo propriocettivo del piede (comunemente definito come mielinizzazione del piede) comincia approssimativamente nel periodo in cui termina l'eruzione di tutta la dentatura decidua, ciò vuol dire intorno ai 3 anni. Un dato clinico (da verificare) è relativo al fatto che, l'acquisizione del controllo tridimensionale in bocca sembra sia relazionato all'evoluzione degli archi plantari e la loro stabilizzazione dai 3 ai 6 anni, momento in cui comincia la permuta della dentatura decidua in permanente, iniziando nuovamente dal muro incisivo.
Questa "evoluzione simbiotica" tra organizzazione occlusale e postura viene curiosamente evidenziata considerando lo sviluppo filogenetico dell'uomo: con la progressiva acquisizione della statica eretta si evidenzia un concomitante arretramento del muro facciale e una specializzazione della forma della colonna (vedi immagine tratta dal libro "Guida di Posturologia Clinica, Ed. Tecniche Nuove, Milano, 2015 di Alessandria Marco e Piladieri Alina).

Tale evoluzione è concorde con il fatto che, per rendere economica la statica eretta, liberando le mani dalla funzione di sostegno durante gli spostamenti, le masse devono avvicinarsi il più possibile alla verticale ottimale.
Infine, il recettore occlusale contribuisce anche a organizzare il gesto atletico perché, quando un'atleta necessita di dinamicità nel gesto motorio (vedi salto in alto durante il passaggio dell'asticella, sciatori durante l'abbattimento del paletto, ginnasti all'inizio delle evoluzioni) la bocca viene disclusa, all'opposto quando c'è necessità di estrinsecare forza la bocca viene serrata (vedi sollevatori di pesi, lottatori durante il sollevamento dell'avversario). La bocca, quindi, rappresenta per il sistema una sorta di "chiavistello" che viene chiuso nel momento in cui è necessario estrinsecare forza, contribuendo così a fornire un substrato di stabilità per lo sviluppo di tale capacità condizionale ma, viene aperto consentendo di liberare il sistema acconsentendo ad una maggiore richiesta di dinamicità. In questo caso la pedana stabilometrica ci viene in aiuto, perché studi scientifici hanno dimostrato con chiarezza questa caratteristica: cioè, ad una massima contrazione volontaria della muscolatura masticatoria, si evidenziava una significativa riduzione del gomitolo del centro di pressione (Gangloff et al., 2000; Bracco et al., 2004; Sakaguchi K et al., 2007; Rie set al., 2008; Sachiko et al. 2010; Hellmann et al. 2011; Ringhof et al., 2015).
Insomma, gli indizi scientifici e deduttivi legati all'osservazione dell'evoluzione (filogenetica ed ontogenetica) del sistema uomo, fanno pensare che la "bocca" svolga un importante ruolo nell'organizzazione generale della postura. Per cui è fondamentale che la collaborazione tra ortodontisti, logopedisti, osteopati e posturologi avvenga in un contesto comunicativo in grado di scambiarsi informazioni e conoscenze senza pregiudizi verso le altre discipline, altrimenti ci impantaniamo nel riduzionismo più sfrenato con il pericolo di continuare a vedere nell'infinitamente piccolo e di perdere di vista tutto il mondo che gira intorno.